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Valentina Di Ludovico - Finalista Premio Nabokov 2025 - Narrativa Edita

Aggiornamento: 5 ore fa



Valentina Di Ludovico

Valentina Di Ludovico è un tecnico della riabilitazione psichiatrica, vive e a Teramo e lavora nel Centro Salute Mentale di Giulianova.


La Vertigine del tutto è il suo primo romanzo (Augh Edizioni, 2023) secondo classificato al Premio Letterario nazionale Holden 2023, finalista al Premio letterario Internazionale Charles

Dickens, segnalato al Premio letterario Internazionale Mario Luzi e selezionato fra i "200 libri più belli d'Italia" nell'ambito del Concorso Tre colori.




Traiettorie Sommerse (Affiori, 2024) che ha vinto il Premio letterario nazionale Giovane Holden 2024.

Asimmetrie dei giorni pari è il suo ultimo romanzo edito da Bertoni. Segnalazione di merito al premio Città di Latina 2025, Terzo posto Premio Letterario Nabokov 2025.

 



INTERVISTA ALL'AUTRICE




Ci sono temi particolari che volevi esplorare attraverso la storia? 

Asimmetrie dei giorni pari ha l’intento di combattere i pregiudizi sulla salute mentale, una sfida che non conosce sosta.

Una sfida che ha ancora una strada lunga da percorrere. Se ne parla tanto tra libri, musica, pittura e progetti, che cercano di sdoganare i pregiudizi che purtroppo sono ancora collegati a una obsoleta cultura manicomiale e al concetto di malattia e non a quello di benessere o salute.

Nel mio piccolo voglio promuovere con questo romanzo la salute mentale in

termini di consapevolezza, informazione e possibilità di rinascita.

Il mio impegno è quello di divulgare insieme ad altri scrittori un tema che ancora crea stigma e distanzia, ponendoci questa domanda: cosa significa essere normali?


Hai una routine di scrittura quotidiana?

La notte sicuramente è il mio momento preferito sia perché le attività quotidiane, lavoro e famiglia, si acquietano sia perché vi è un silenzio che permette all'arte e alla creatività di farsi spazio. Adoro anche scrivere nelle prime ore mattutine, soprattutto annotare piccole ispirazioni che la notte porta con sé. Scrivo principalmente sotto ispirazione e non perché devo scrivere. Se ho davanti una pagina bianca che devo per forza riempire mi blocco quindi preferisco aspettare quel momento in cui ho qualcosa di forte e importante da dire.

Nella scrittura è importante lo studio, la tecnica e la progettazione, come è stato per la stesura di questo romanzo, ma poi i tempi vengono dettati dall'ispirazione.


Quanto di te stesso c'è nei tuoi personaggi o nella storia?

Questo romanzo, a differenza del primo, prende un po' le distanze da esperienze dirette e personali anche se alcune caratteristiche dei personaggi, le ambientazioni e alcuni flashback sono inevitabilmente connessi a esperienze intime che poi, come nel "La vertigine del tutto", trasfiguro con la narrazione. L'idea è sempre quella di creare una connessione tra esperienze vissute, ascoltate e create dalla fantasia per costruire un punto di contatto universale tra scrittore e lettore. Non è la mia storia ma la storia di tutti, e spero che qualcuno possa riconoscersi e immedesimarsi con la protagonista di questo romanzo.


Come hai scelto il titolo del romanzo?

"Asimmetrie dei giorni pari" è un titolo che prende spunto dalle Cantate dei giorni pari e dei giorni dispari di Eduardo de Filippo.

Le cantate sono delle raccolte di racconti tragici-comici dove, i giorni pari, erano visti come quelli fortunati e i giorni dispari quelli in cui succedevano cose negative, sfortunate rimarcando anche la tradizione folkloristica napoletana.

In asimmetrie dei giorni pari viene ripreso il concetto "magico" che gesti, giornate e pensieri possano avere influenza direttamente sugli eventi del mondo esterno senza nessuna connessione logica.


Qual è la cosa più importante che speri i lettori portino via dal tuo libro?

Al lettore spero che arrivi un messaggio di speranza e di comprensione di alcune problematiche di cui parliamo poco. La nostra società ci ingabbia in schemi convenzionali che non permettono di esprimere la propria esperienza, la propria identità e le proprie paure.

Spero che questo romanzo possa, nel suo piccolo, aprire uno spiraglio che vada in una direzione di liberazione e di ri-definizione dei ruoli.

 




ROMANZO FINALISTA PREMIO NABOKOV 2025




Copertina Libro

(Sinossi)


Il romanzo racconta la storia di Marta e delle sue paure che vengono da lontano e ne ossessionano la quotidianità. Eppure, la scrittura è briosa e vivace, piena di vita, capace di regalarci un personaggio, quello di Zasa, la nonna che non ti aspetti, così carismatico ed energico che rimarrà nel cuore di ogni lettore. Questo libro è così, racconta una storia difficile da esprimere con le parole, con momenti di tensione e rivelazioni, ma lo fa con un ritmo e una dinamicità che diventano uno stile riconoscibile. In quest’opera ogni personaggio ha la propria storia fatta di “scricchiolii” perché la vita non scorre quasi mai dritta e c’è in questo scricchiolare delle persone e delle cose la paura che sfuggano di mano, che tutto si dissolva e le sicurezze, le poche, evaporino. Ma c’è anche il coraggio di andare avanti, riponendo i timori in un angolo e lottando talvolta anche contro sé stessi. È quello che fa Marta dibattendosi tra i desideri che la sospingono avanti e il vissuto che sembra trascinarla indietro. La vita, però, non consente di rimanere fermi e Marta dovrà scegliere in quale direzione andare.




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