Una dolce magia a Dream Harbor - Laurie Gilmore
- Barbara Quadri

- 3 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min

Ci sono storie che non fanno rumore, ma restano. Una dolce magia a Dream Harbor di Laurie Gilmore è esattamente questo tipo di lettura: discreta, avvolgente, capace di insinuarsi tra i pensieri con la stessa delicatezza di un profumo familiare.
Dream Harbor è uno di quei luoghi che sembrano esistere solo nei libri — e forse proprio per questo funzionano così bene. Un piccolo porto, una comunità fatta di volti che diventano presto riconoscibili, abitudini che rassicurano, e quell’idea sottile che, anche quando tutto sembra fermo, qualcosa sta sempre per cambiare. È qui che prende forma una storia che parla di seconde possibilità, ma senza mai cadere nel prevedibile.
La protagonista si muove tra passato e presente con una naturalezza che la rende immediatamente vicina. Non è perfetta, non è costruita per piacere a tutti i costi, ed è proprio questo a renderla credibile. Le sue fragilità non sono un espediente narrativo, ma parte integrante del percorso che la porterà a rimettere insieme i pezzi — non solo della sua vita, ma anche della sua capacità di fidarsi.
E poi c’è l’amore, certo. Ma non quello urlato o costruito a tavolino. Qui è fatto di piccoli gesti, di silenzi condivisi, di presenze costanti. È un sentimento che cresce senza fretta, che si insinua nelle pieghe della quotidianità e trova spazio proprio lì, tra una tazza di qualcosa di caldo e uno sguardo che dura un secondo in più del previsto.
La scrittura di Laurie Gilmore accompagna senza mai imporsi. Scorre, si lascia seguire, costruisce immagini senza appesantirle. C’è un ritmo quasi terapeutico nella narrazione, qualcosa che invita a rallentare e a restare dentro la storia più a lungo di quanto si pensasse all’inizio. Non è il classico libro che ti travolge con colpi di scena, ma uno di quelli che ti trattengono con la loro atmosfera.
Il vero punto di forza, però, sta nel sottotesto. Perché sotto la superficie di un romance ben costruito, si nasconde una riflessione semplice ma potente: ricominciare è possibile, ma richiede coraggio. E soprattutto, richiede la volontà di accettare che non tutto andrà come previsto.
Non è una storia che pretende di cambiare le regole del genere, e forse non ne ha.
Kira, si trasferisce dalla fredda Norvegia nella fattoria degli alberi di Natale di Dream Harbor abbandonata da tempo. Decisa ad aprire di nuovo le prime persone che incontra sono Jeanie e suo fratello Bennett con cui si consiglia ma... Cosa avverrà dall' incontra con Bennett? Per scoprirlo non vi resta che leggere Una dolce magia a Dream Harbor terzo capitolo della saga.
Barbara Quadri






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