Tornerò a prenderti - Mariavittoria Giacinti
- Salvatore Amorello
- 21 ore fa
- Tempo di lettura: 5 min
SINOSSI
Giovanni vive nell’ombra della normalità. Da quindici anni è un operaio discreto, un vicino
impeccabile, un uomo che ha fatto dell’invisibilità la sua armatura. Ma sotto la superficie scorre un’altra esistenza: notti di caccia, un giardino che custodisce segreti inconfessabili, e un blog criptato dove confessa l’indicibile a un unico, misterioso corrispondente. Un rifugio. Una confessione. Un errore.
Tutto cambia quando torna nella casa di famiglia, nella valle montana che ha cercato di seppellire insieme ai ricordi. Tra polvere, mobili logori e stanze che sembrano respirare, ritrova una lettera mai aperta. Poche parole, scritte anni prima un monito dimenticato? Una minaccia fantasma? O l’innesco di una trappola che Giovanni non ha visto scattare?
Spinto da un’ansia che non sa gestire, decide di confidarsi. Sul blog, rivela il suo segreto più oscuro al suo unico alleato virtuale. Non sa chi lo aspetta realmente dall' altra parte dello schermo.
La vigilia di Natale, le luci blu della polizia squarciano il silenzio del suo quartiere. Giovanni viene portato via. Nella sala interrogatori, di fronte al commissario Nicola ogni certezza vacilla. Il blog decrittato. I suoi segreti dissotterrati. I flashback che riaffiorano. Ma Giovanni è un maestro della dissimulazione. Sa mentire. Sa respirare nel vuoto. E il tempo, per la legge, stringe.
La neve continua a cadere sulle strade deserte, non cancella le tracce. Non placa gli sguardi che lo seguono. La giustizia legale ha alzato le mani, si è fermata sulla soglia della verità. Ma la caccia è appena iniziata. E qualcosa nel passato di Giovanni continua a muoversi.
Questa volta, chi si credeva il predatore potrebbe scoprire di essere diventato la preda.
Finirà per sfuggire alla sua stessa ombra? O il passato, finalmente, smetterà di essere un fantasma e diventerà un conto aperto?
Tornerò a prenderti
Quando il male impara a sorridere
Tornerò a prenderti, di Mariavittoria Giacinti, È un thriller psicologico cupo, disturbante e profondamente umano, capace di trascinare il lettore dentro i pensieri di un protagonista che, dietro una vita apparentemente anonima, nasconde un abisso.
La storia si apre in modo quasi banale: un uomo solo, un sabato sera silenzioso, la televisione accesa senza audio, un giardino ordinato e un blog segreto dove scrive sotto anonimato. Ma bastano poche righe per capire che qualcosa è profondamente sbagliato. Le sue confessioni online non parlano di amore o malinconia, ma di omicidi, di urla nella valle, di corpi nascosti e di quel brivido malato che prova nel vedere la paura negli occhi delle vittime.
Ed è proprio questa normalità inquietante il punto forte del romanzo.
Il protagonista va a lavorare, ascolta i colleghi parlare dei figli, ordina sempre la pizza nello stesso posto, sorride quando serve. Ma dentro di sé disprezza tutto e tutti. Vive costantemente separato dal resto del mondo, come se osservasse gli altri attraverso un vetro sporco. Le sue uniche vere conversazioni avvengono con “jndo”, un misterioso utente online con cui condivide fantasie e confessioni sempre più oscure.
Uno dei passaggi più riusciti è senza dubbio il ritorno alla casa di famiglia tra le montagne. Qui il romanzo cambia pelle e diventa quasi gotico. La valle isolata, il sentiero nel bosco, la casa piena di polvere e silenzi, le stanze ferme nel tempo: ogni dettaglio contribuisce a creare un’atmosfera soffocante.
La stanza della madre morta, con la fotografia in bianco e nero ancora appoggiata accanto al letto, è una delle immagini più forti del manoscritto. Così come la stanza condivisa con la sorella Ginevra, divisa da un vecchio telo consumato, simbolo perfetto di una famiglia spezzata e incapace di comunicare davvero.
Ed è proprio lì che il passato torna a galla.
Attraverso ricordi sempre più vividi scopriamo cosa è successo anni prima a Michela, la fidanzata di Ginevra. Una ragazza piena di vita, di sogni e di progetti, travolta da un gesto terribile mascherato da incidente. La scena della caduta dalla finestra è raccontata con una freddezza agghiacciante: il protagonista osserva, lascia andare la mano della ragazza e guarda il corpo schiantarsi contro la roccia sotto casa. Nessun rimorso immediato. Solo soddisfazione.
Dentro questa storia c’è anche il dolore di Ginevra, il peso dei segreti familiari, il senso di colpa della madre e soprattutto il tema della maschera sociale. Il protagonista riesce a sopravvivere perché nessuno vuole davvero vedere ciò che è. Tutti preferiscono credere alla versione più semplice della realtà.
Molto potente anche tutta la parte finale legata all’indagine. Qui la tensione cresce davvero. Quando il protagonista scopre che dietro il suo unico “amico” online potrebbe nascondersi una trappola, il romanzo accelera improvvisamente. L’interrogatorio con Nicola è costruito benissimo: non servono urla o violenza, basta uno scambio di sguardi per capire che qualcosa sta per crollare.
E poi arriva Ginevra.
Il confronto tra fratello e sorella è forse il momento più forte dell’intero libro. Lei che finalmente racconta di aver visto tutto quella mattina. Lui che continua a mentire anche davanti all’evidenza. È una scena carica di rabbia, dolore e tensione emotiva, scritta con immagini molto vive e dialoghi naturali.
Lo stile del manoscritto è ruvido, diretto, quasi impulsivo. Non cerca la perfezione tecnica ma l’impatto emotivo, e proprio per questo molte scene restano addosso. La voce narrativa è autentica e riconoscibile.
Tornerò a prenderti è una storia che parla di mostri, sì, ma soprattutto parla della capacità del male di nascondersi dietro la normalità. Dietro un vicino gentile. Dietro un sorriso educato. Dietro qualcuno che sembra invisibile.
E forse è proprio questo a fare più paura.
L'Autore
Mariavittoria Giacinti
Mi chiamo Mariavittoria giacinti,
Possiedo un diploma di perito aziendale e corrispondente in lingue estere, subito dopo essermi diplomata ho cambiato completamente rotta. Ho frequentato per un anno l’accademia teatrale veneta presso Venezia, in seguito mi sono laureata al Dams di Padova con indirizzo teatrale.
Per molto tempo ho recitato seppur a livello amatoriale ed attualmente per mantenere viva la mia vena artistica studio canto. Ho iniziato a scrivere per dare sfogo alla frustrazione legata al rumore continuo prodotto dai miei vicini nel condominio dove abitavo. Mi sono divertita molto ad immaginare la trama con il mio compagno, la sera rientrati dal lavoro cercavamo di immaginare come potesse svilupparsi il racconto e tutti i possibili intrecci. Inoltre la montagna che descrivo è un pezzo di cuore.
Ho lavorato per anni come O.s.s . Ad oggi lavoro nell’ambito delle relazioni col pubblico, sono impiegata presso il Cup centro unico prenotazioni dell’Ospedale di Castelfranco Veneto, dove mi occupo di gestire le prenotazioni sia in regime sanitario che in libera professione; accogliere gli utenti, gestire cassa e pagamenti ed eventuali rimborsi di ticket. È un lavoro che giorno dopo giorno diventa sempre più complicato a causa di tutti i problemi legati all’ ambito della sanità pubblica e purtroppo in prima linea ci siamo noi al cup. Nonostante questo, è un lavoro che mi piace e che mi permette di essere veramente d’aiuto alle persone che sono in difficoltà.








🔝
Il Male nascosto dietro alla quotidianità di una vita "normale", di un ragazzo "normale". Le radici che risalgono a quando la vita sembrava più facile e più bella, quando tutto poteva accadere ed è accaduto. Trovo questa storia molto attuale se vediamo i fatti di cronaca di questi tempi, dove dietro alla cosiddetta normalità succedono fatti orribili. Un interrogativo che penso molti si siano fatti è: ma in ognuno di noi c'è un demone che può essere scatenato da fatti che noi non controlliamo? Penso sia una domanda che ha radici antiche e a cui molti filosofi, scrittori, religiosi...hanno tentato di rispondere. A noi resta la ricerca della risposta e all'autrice chiediamo se ci sarà una qualche redenzione o il…