top of page

Paolo Agnoli - Primo Premio Nabokov 2025 - Saggistica Edita



Paolo Agnoli

Paolo Agnoli: Saggista, già Fondatore di Pangea Formazione.


Paolo Agnoli (Roma, 1955) è un saggista e divulgatore italiano che esplora in particolare le complesse intersezioni tra scienza, storia e filosofia.


Laureato prima in Fisica (con lode, vecchio ordinamento, con indirizzo Fisica Nucleare, e vincitore da giovane della borsa di studio ‘Enrico Persico’ dell’Accademia Nazionale dei Lincei) e poi in Filosofia (con lode, laurea magistrale, indirizzo Storia del pensiero scientifico), ha tradotto nel tempo questo rigore accademico in una brillante carriera manageriale, poi imprenditoriale, quindi di divulgazione.  Dopo una breve esperienza di ricerca in fisica nucleare in campo medico, per molti anni Agnoli ha infatti lavorato, con incarichi presto dirigenziali, nell’R&D di aziende italiane di interesse nazionale. Ha quindi fondato (con il fisico e amico Francesco Piccolo) Pangea Formazione, di cui è stato per anni direttore: azienda (e Istituto di Ricerca nazionale, riconosciuto in quanto tale dal MIUR) specializzata nell’alta formazione aziendale e nello sviluppo di algoritmi di Intelligenza Artificiale per il supporto alle decisioni strategiche, aziendali e industriali. Pangea Formazione, guidata da fisici e matematici, è stata acquisita nel 2020 da Bain & Company, una delle principali società di consulenza al mondo.


Agnoli ha collaborato con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) scrivendo articoli per uno dei loro siti Web. Scrive, ormai in pensione, articoli e pubblica libri e analisi su temi storici e filosofici, animato da una curiosità intellettuale che lo porta a riflettere ed esplorare il dibattito culturale generale, in particolare le intersezioni tra scienza e pensiero. Collabora attualmente con la rivista di cultura e attualità ‘L’Undici’ e quella di critica letteraria ‘Il Giornale Letterario’. Partecipa ad un progetto (‘AI New Normal’) che si propone di divulgare la conoscenza scientifica sull’Intelligenza Artificiale.

È stato vincitore del Premio Letterario internazionale Nabokov 2025 – organizzato con il patrocinio della Regione Puglia, la Provincia di Lecce e il Comune di Novoli – per la sezione ‘Saggistica editi’, con l’opera ‘Hiroshima e il nostro senso morale’.

 


INTERVISTA ALL'AUTORE




Qual è l'argomento principale del tuo saggio?

Il saggio analizza e discute le difficili scelte relative al bombardamento nucleare di Hiroshima e Nagasaki. I dilemmi etici principali relativi a quei drammatici avvenimenti possono essere rappresentati essenzialmente in due problemi distinti, riguardanti rispettivamente lo sviluppo e l’impiego dei due ordigni lanciati sul Giappone. Il primo, la scelta di costruire la bomba, riguardò in modo specifico tutti gli scienziati coinvolti. Il secondo problema, concernente le differenti possibili modalità di utilizzo delle bombe, riguardò ancora gli scienziati ma soprattutto i politici americani e segnatamente il presidente degli Stati Uniti. Ovviamente, almeno in parte, queste due questioni hanno mostrato talvolta interazioni. In particolare, sulla costruzione dell’ordigno: è opportuno e moralmente lecito che scienziati mettano a disposizione le loro competenze al fine di costruire strumenti progettati per uccidere altri esseri umani? E sull’impiego: non sarebbe stato più opportuno continuare a bombardare a oltranza in modo convenzionale e quindi invadere il Giappone per porre fine alla guerra in modo tradizionale, esattamente come era avvenuto del resto con la Germania? Non è poi vero che il Giappone era già sostanzialmente sconfitto prima del lancio dell’atomica?

 

Perché hai scelto questo tema?

Sono un uomo di scienza, laureato in fisica nel 1979. Conobbi fisici che direttamente (Emilio Segrè) o indirettamente contribuirono alla costruzione delle prime bombe atomiche. Persone pacifiche e dabbene. Perché, mi sono allora sempre chiesto, decisero di lavorare convinti ad un ordigno di distruzione di massa? Questa riflessione mi portò a prendere da adulto una laurea magistrale in filosofia, perché la stessa razionalità scientifica mi spinse verso la ricerca di approfondimento di sistemi di interpretazione della realtà, della società, della storia, dell’uomo che solo la filosofia ti può dare. Il mio è un lavoro, così, sulla drammatica scelta americana (di scienziati tecnici politici e militari) di lavorare all’atomica e decidere poi di sganciarla sul Giappone

 

Quali sono le idee o le tesi principali che sostieni nel libro?

Per quanto riguarda gli scienziati ho provato a sottolineare nel libro che per Fermi ed i suoi colleghi (quasi tutti emigrati dall’Europa, molti di loro senza neppure la cittadinanza americana!) il nazismo semplicemente rappresentava la personificazione del male nel mondo, e in una forma così potente ed evidente che non si sarebbe potuto fare altro che combatterlo, in ogni modo.

La preoccupazione principale dei politici americani fu subito, provo a mostrare, quella di indagare bene come la nuova arma dovesse essere usata. Essi volevano prima di tutto scegliere la soluzione che avrebbe messo fine alla guerra il più rapidamente possibile, soprattutto per scongiurare un inutile massacro dei loro soldati in una invasione del Giappone.

In ogni caso ho analizzato molti quesiti specifici, i principali li riassumo qui:

  • È opportuno e moralmente lecito che scienziati mettano a disposizione le loro competenze al fine di costruire strumenti progettati per sterminare altri esseri umani?

  • Non sarebbe stato più giusto eseguire, prima di sganciare realmente la bomba, una dimostrazione della sua potenza in una zona deserta o comunque isolata?

  • Comunque, non si potevano scegliere basi militari, lontane da città densamente abitate?

  • In particolare, la bomba su Nagasaki non è stata poi una inutile spaventosa crudeltà tipica di chi vuole imporre il proprio sistema al mondo?

  • Non è poi vero che il Giappone era già sostanzialmente sconfitto prima del lancio dell’atomica e non aspettava altro che l’occasione per arrendersi?

  • L’uso dell’atomica non fu in realtà, quindi, deciso solo per ‘mostrare i muscoli’ ai sovietici?

  • In qualsiasi caso, l’uso dell’atomica non è stato un atto disumano, con conseguenze profondamente peggiori di tutte quelle provocate dalle altre decisioni di carattere militare fino ad allora avvenute durante il conflitto?

 

Quanto tempo hai dedicato alla ricerca rispetto alla scrittura?

Il lavoro, in totale, è durato quasi 7 anni (ancora non ero in pensione, comunque, e mi dedicai al libro le sere e i fine settimana). Il risultato fu pubblicato infine, da Guerini e Associati, nel 2012. A differenza degli anni ’70 del secolo scorso, quando studiavo per laurearmi in fisica, molte fonti erano ormai disponibili on line. Per esempio quasi l’intera ‘Library of Congress’, l’istituzione culturale federale americana che è la biblioteca più grande del mondo, era già accessibile da remoto: di documentazione pertinente al mio studio, con un click, ve ne era tanta davvero! E sfruttai davvero al massimo questa che mi apparve, subito, una straordinaria opportunità. Così, anche se gli inizi di questo secolo non erano ancora disponibili strumenti di IA generativa, direi che circa i 2/3 di quei 7 anni fu da me dedicato alla ricerca, e solo 1/3 alla scrittura.

 



SAGGIO VINCITORE - PREMIO NABOKOV 2025




Copertina Libro

(Sinossi)


Il bombardamento delle città di Hiroshima e Nagasaki rimane probabilmente l'evento più controverso di tutta la storia contemporanea, sul quale ancora oggi non è facile intavolare un dibattito laico e razionale, prevalendo il carattere emotivo e ideologico delle valutazioni negative sulle decisioni che lo resero possibile. L'autore, partendo da un punto di vista pragmatico e non dogmatico, analizza il contesto e le circostanze in cui si trovarono a operare coloro che presero tali decisioni. In particolare, mostra come la corsa planetaria al nucleare militare sia cominciata ben prima del Progetto Manhattan e offre un resoconto degli ultimi atti della Seconda guerra mondiale rivelando episodi probabilmente ignoti alla maggior parte dei lettori, alcuni dei quali portati alla luce soltanto di recente e di fronte ai quali è difficile cavarsela con astratti 'pronunciamenti morali'.

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page