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Anna Martinenghi - Primo Premio Nabokov 2025 - Poesia Edita



Anna Martinenghi

Anna Martinenghi è nata a Soncino (Cr) in una notte di neve del 1972.

 

Nel 2007 ha vinto il concorso indetto dalla casa editrice EDIZIONI CINQUEMARZO di Viareggio, pubblicando la sua prima raccolta in versi liberi "DIDASCALIE" a cui sono seguite la silloge "NUDA" (2009) – "PAROLE POVERE" (2010).

 

Nel 2010 a seguito della vittoria della XXI edizione del concorso letterario organizzato dall'associazione culturale "Il paese che non c'è" di Bergamo ha pubblicato la silloge "FOTOSENSIBILE" con l'editore Franco Colacello di Bergamo.

 

Nel 2011 la nuova raccolta di poesie "IL CIELO DI SCORTA E ALTRE OFFERTE DELLA SETTIMANA" è stata segnalata durante il premio nazionale "SCRIVERE DONNA 2011" presieduto dalla poetessa Maria Luisa Spaziani, tale raccolta è stata poi pubblicata nel maggio 2013 dalla casa editrice Linee Infinite di Lodi.

 

Nel 2013 con il testo teatrale “HABLA CON EVA” vince il premio PORTALE SIPARIO nel Concorso “Autori Italiani” organizzato dalla Fondazione Teatro Italiano 'Carlo Terron' di Milano in collaborazione con la rivista SIPARIO.

Nel 2017 ha pubblicato la raccolta di racconti "SEI TROPPO GRANDE PER CAPIRE CERTE COSE" Edizioni del Gattaccio - Milano.

Nel 2020 con Giorgia Ferrari e Chiara Nobilia ha curato l'antologia poetica CON-TATTO in risposta al Covid19.

Nel 2021 vince il premio nazionale Bukowski nella Sezione poesia con la raccolta “O2. Ossigeno” pubblicata da Giovane Holden Edizioni. Nel 2022 la stessa raccolta vince il Contropremio Carver per la poesia edita.

 Nel novembre 2023 pubblica la raccolta “Faccio cose del secolo scorso” con Controluna Edizioni di Poesia – Roma.

Nel 2024 vince il 2° premio del Concorso Letterario Città di Castello, sezione poesia inedita, grazie a cui seguirà nel 2025 la pubblicazione della silloge inedita “Ci daranno la colpa di cose meravigliose” con la casa editrice Luoghi Interiori.

Sempre nel 2024 vince il Premio Giovane Holden per la poesia inedita a cui seguirà la pubblicazione nel 2026 della silloge “Sperando che l’infinito sia abbastanza – Il privilegio del bianco”.

Nel 2026 la silloge “Ci daranno la colpa di cose meravigliose” vince il Premio Nabokov per la poesia edita.


 


INTERVISTA ALL'AUTORE




Qual è il tema centrale della raccolta 

Il titolo della mia raccolta “Ci daranno la colpa di cose meravigliose” è contemporaneamente un augurio e un cortocircuito di senso. Tradizionalmente il concetto di colpa è intrinseco alla sfera dell’errore. Nei nostri anni complicati questo concetto sembra appartenere più alla psicologia del singolo piuttosto che alla società intera, che specie nell’ambito economico sembra aver rimosso rispetto e vergogna, in favore della performance e dell’affermazione a ogni costo. In questa raccolta ho tentato di sottrarre la parola colpa dalla dimensione morale, attribuendola alla creatività e all’invenzione, rivendicando bellezza e speranza, in un tempo segnato da guerre, conflitti, incertezze economiche, intelligenza artificiale, fake news e realtà aumentata.  

 

Qual è il messaggio principale che speri i lettori colgano della tua raccolta? 

Prendersi la colpa di cosse meravigliose significa fare una scelta divergente. Di fronte a scenari di violenza e disillusione siamo chiamati a coltivare desideri di giustizia, a denunciare ciò che non ci piace, a rimettere al centro le persone, prima dell’interesse.  Persone che sbagliano e imparano dai propri errori; persone che cadono e sanno rialzarsi. Prendersi la colpa è segno di coraggio, seme di futuro che non rinnega il proprio passato. In quest'ottica, non siamo più condannati al brutto, al peggio, ma accendiamo una luce sulla straordinarietà della normalità di ciò che ci accade. Un invito a non temere di essere responsabili di ciò che potrebbe ancora cambiare il mondo in meglio.

 

Quali emozioni e riflessioni speri di suscitare nel lettore?

Non possiamo sottrarci alla complessità e alle tragedie della storia, ma possiamo continuare a scegliere     l’arte e il bello, in ogni loro forma, come forze generatrici capaci di riscoprire la meraviglia nell’epoca del disincanto, la capacità di resistere di fronte a violenza e atrocità, l’intera esperienza della vita nella sua umana imperfezione. Poesia e letteratura aiutano a decodificare una realtà sempre più stratificata e complessa, a trovare un senso alla nostra esperienza umana. Non si bada a una scintilla in una giornata di sole, ma la stessa scintilla nell’oscurità può guidare il cammino. Speranza e luce non sono fuori di noi, ma dentro di noi; è questo il messaggio che vorrei lasciare a chi mi legge.

 

C’è una poesia che è stata particolarmente difficile da scrivere?

“Non sono una buona figlia di Dio” è una poesia su cui sono stata indecisa fino all’ultimo. Più che difficile da scrivere, è stata difficile da pubblicare, perché appartiene più di altre alla sfera intima. Non avevo mai condiviso una riflessione così esplicita sulla mia fragilità spirituale, forse perché per molto tempo non avevo trovato le parole adatte. Ora ne vado molto orgogliosa, perché mi ha fatto uscire dalla mia zona di conforto, con sincerità, narrando di quella figura del Vangelo che non perde la speranza nemmeno nel momento più buio, che in fondo è il senso vero di questo libro.

 

 

 


SILLOGE VINCITRICE - PREMIO NABOKOV 2025




Copertina Libro

Ci daranno la colpa di cose meravigliose

(Sinossi)


Il concetto di colpa è intrinsecamente legato alla sfera dell’errore, delle responsabilità negative, di sofferenza, ingiustizia e di tutte le mancanze personali rispetto alla perfezione. Nei nostri anni complessi,  la colpa sembra appartenere più alla psicologia del singolo piuttosto che alla società intera, che specie nell’ambito economico sembra aver rimosso rispetto e vergogna, in favore della performance e dell’affermazione a ogni costo.

 

In questa raccolta ho tentato di mandare in cortocircuito la parola colpa, sottraendola alla dimensione morale e attribuendola alla creatività e all’invenzione, rivendicando bellezza e speranza, in un tempo segnato da guerre, conflitti, incertezze economiche, intelligenza artificiale, fake news e realtà aumentata.

 

Non possiamo sottrarci alla complessità e alle tragedie della storia, ma possiamo continuare a scegliere l’arte e il bello, in ogni loro forma, come forze generatrici capaci di riscoprire la meraviglia nell’epoca del disincanto, la capacità di resistere di fronte a violenza e atrocità, l’intera esperienza della vita nella sua umana imperfezione.

 

Prendersi la colpa di cose meravigliose diviene così una scelta divergente. Di fronte a scenari di violenza e disillusione siamo chiamati a coltivare desideri di giustizia, a denunciare ciò che non ci piace, a rimettere al centro le persone, prima dell’interesse.  Persone che sbagliano e imparano dai propri errori; persone che cadono e sanno rialzarsi.

 

Prendersi la colpa è segno di coraggio, seme di futuro che non rinnega il proprio passato. In quest'ottica, non siamo più condannati al brutto, al peggio, ma accendiamo una luce la straordinarietà di ciò che ci accade. Un invito a non temere di essere responsabili di ciò che potrebbe ancora cambiare il mondo in meglio.

 


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