Dio creò la coppia - Lorena Silvia Sambruna e Marco Fusi
- Salvatore Amorello
- 2 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Dio creò la coppia. Loro si mandarono a quel paese è uno di quei libri che non prova a raccontare l’amore come vorremmo vederlo nei romanzi, ma come spesso lo viviamo davvero: tra equivoci, piccole tensioni domestiche, abitudini inconciliabili e una buona dose di ironia necessaria per andare avanti. Il tono è dichiaratamente comico, leggero, popolare, e punta fin da subito a costruire un universo in cui la coppia diventa il centro di tutto, osservata con affetto ma anche con una spietata sincerità satirica.
Il libro di Lorena Silvia Sambruna e Marco Fusi si presenta come una raccolta di battute, sketch, frecciate e osservazioni sulla vita a due, con un’attenzione particolare alle differenze tra lui e lei, al matrimonio, alla convivenza e a quella sorta di teatro quotidiano che ogni relazione porta con sé. La scrittura insiste molto sul riconoscimento immediato: il lettore viene chiamato continuamente in causa perché possa ritrovarsi in dinamiche familiari, quasi sempre esasperate fino al paradosso. C’è il classico lui che non ascolta, c’è la lei che nota tutto, ci sono le discussioni che sembrano banali e invece diventano epopee domestiche, ci sono le incomprensioni trasformate in materiale comico.

Questa è probabilmente la forza principale del libro: la capacità di partire da situazioni comuni e di renderle grottesche, amplificate, teatrali. L’effetto è quello di una comicità immediata, molto accessibile, costruita per strappare un sorriso rapido e sincero. In più, la struttura a episodi e micro-scene rende la lettura veloce, quasi da consumare in momenti brevi, come si farebbe con una serie di sketch o con un repertorio di aforismi domestici.
Il matrimonio, in particolare, viene trattato come una vera e propria religione della sopravvivenza: un luogo di riti quotidiani, di piccole guerre e di miracoli minimi, come quando uno dei due si ricorda l’anniversario o ammette che l’altro ha ragione. Anche qui il libro lavora molto per accumulo e per iperbole, fino a trasformare il ménage coniugale in una commedia irresistibile di gesti ripetuti, fatica, resistenza e tenerezza.
Il testo non mira alla sfumatura psicologica né a una rappresentazione complessa delle relazioni: preferisce il colpo di scena verbale, la battuta secca, la caricatura. Per chi cerca un libro di osservazione fine o una satira più sottile, questo può essere un punto debole.
Eppure, nel suo intento dichiarato, il libro funziona. Non vuole insegnare come si ama, ma ridere del fatto che spesso non ci si capisce affatto. Non vuole costruire un modello ideale di coppia, ma mostrare quanto sia comico, faticoso e umano stare insieme. Ed è proprio qui che trova la sua cifra: in quel misto di affetto e sarcasmo che rende la coppia un soggetto inesauribile, perché ogni giorno offre nuovi motivi per sorridere, discutere, arrendersi e ricominciare.
Dio creò la coppia. Loro si mandarono a quel paese è una lettura leggera, brillante, molto orientata all’intrattenimento, adatta a chi cerca una comicità immediata e riconoscibile. Non punta alla profondità analitica, ma al piacere della battuta e al gusto del già-vissuto. Proprio per questo può trovare facilmente il suo pubblico: chi ama le dinamiche di coppia raccontate con spirito, esagerazione e una sana dose di autoironia.
RICONOSCIMENTI
Il libro di Lorena Silvia Sambruna e Marco Fusi ha vinto il 1° posto nella Sezione F – Libri di Narrativa Adulti alla XIII Edizione del Premio Internazionale d'Eccellenza “Città del Galateo – Antonio De Ferrariis” del 2026, a cura dell'associazione culturale VerbumlandiArt.







Commenti